lunedì, agosto 29, 2011

Michael Ende e la fantasia infinita


Finito di leggere questo capolavoro, ho già voglia di rileggerlo. Non credo avrei potuto cominciare in diverso modo per descrivere al meglio quanto mi è piaciuta La storia infinita.

La conosciamo tutti: Bastian, Atreiu, Fucur (Falcor)... oppure no?

Se la conoscenza di quest'opera è esclusivamente legata al film (in realtà i primi 2 film comprendono la storia completa del libro, anche se sono molto liberamente ispirati), si può essere sicuri di non aver alcuna idea di cosa sia il romanzo.

"Dopo la morte della madre, Bastiano Baldassarre Bucci non riesce più a comunicare col padre e si rifugia nei libri e nelle storie fantastiche. Un giorno capita nella libreria dell'antiquario Carlo Corrado Coriandoli e gli ruba un volume intitolato La storia infinita. Rifugiatosi nella soffitta della scuola, inizia a leggere e, pagina dopo pagina, viene sempre più coinvolto nelle avventure del protagonista Atreiu fino a scoprire che il libro parla anche di lui, di essere cioè egli stesso un personaggio della storia infinita.

Dopo aver conosciuto moltissimi personaggi, alcuni amici, altri nemici, dopo aver salvato dal Nulla il Regno di Fantàsia e guarito l'Infanta Imperatrice dandole un nuovo nome, Bastiano rimane imprigionato nel mondo del libro e va alla ricerca della propria "vera volontà".
Ma, continuando a esprimere desideri, dimentica poco alla volta sé stesso, il suo passato, il suo scopo."

La prima parte del romanzo, sebbene corrisponda a poco meno della metà del libro, è una sorta di parte introduttiva. Abbiamo Atreiu che compie la Grande Ricerca, con l'Auryn al collo, per cercare di salvare l'Infanta Imperatrice dalla sua malattia. Un viaggio di stampo più classico, appunto una quest, verso una conoscenza che nessuno sembra avere. É la parte più avventurosa forse, ma anche quella meno importante dal punto di vista interpretatvo. Ha infatti solo lo scopo di mostrare Fantàsia, personaggi come Atreiu, il drago della fortuna Fùcur, l'Infanta Imperatrice, e di iniziare, come il lettore esterno, anche Bastiano, lettore interno, a quel mondo.

La seconda parte, con l'arrivo di Bastiano Baldassarre Bucci a Fantàsia, rappresenta l'immersione nel vero cuore del libro, un libro che oltre al fantastico porta una formazione, da bambino ad adulto. Bastiano avrà a disposizione l'Auryn, ed essendo un umano potrà utilizzarlo per far avverare i propri desideri, ma questi, uno per volta, gli sottrarranno un ricordo del suo mondo, fino a fargli dimenticare com'era il suo vero corpo, e infine anche la sua famiglia. Nonostante i ricordi vadano perduti, comunque, la psicologia del personaggio muta in continuazione, passando dalla purezza del bambino alle incertezze e gli sbandi dell'adolescenza, fino a raggiungere la maturità e il senso del dovere. Significativo è l'inizio del libro, dove Bastiano ruba La Storia Infinita, il libro nel libro, e fugge come fosse un ricercato, pur di non tornare da suo padre a dirgli la verità. Alla fine, come in una visione speculare, sarà lui stesso a dire ogni cosa al padre e a volersi scusare con con l'antiquario. Un piccolo gesto, che però mostra il profondo mutamento del personaggio.

Nel romanzo è centrale la differenza fra il voler cambiare sè stessi e il voler essere qualcun altro. Il primo è un gesto di volontà, di maturità, mentre il secondo è una fuga, un raggiungimento immediato di ciò che si desidera. E l'Auryn, il medaglione che dà a Bastiano la possibilità di esaudire i suoi desideri, simboleggia proprio questo. Ogni frivolezza, ogni desiderio sprecato, ogni cosa che ci sposta dal nostro tragitto, richiederà sempre un prezzo.

Menzione dovuta per la struttura del libro-nel-libro. A tutti gli effetti, ne La Storia Infinita ci sono tre libri con questo nome.

Il primo è quello scritto da Ende che stiamo analizzando qui. Parla di Bastiano e Atreiu, quindi del mondo degli uomini e di quello di Fantàsia. La parte degli uomini è scritta in rosso, quella di Fantàsia in verde-azzurro. Il secondo è quello rubato da Bastiano, che parla solo di Fantàsia, e che quindi non lo ammetterà fra le sue pagine finché non entrerà egli stesso nel regno. Il terzo è quello che viene continuamente scritto dal Vecchio della Montagna Vagante, che è a tutti gli effetti il primo libro, quello di Ende, ma scritto con colori invertiti. In questo modo si va a creare una comunione fra il lettore e il personaggio, che a sua volta è lettore e personaggio, per un ciclo pressoché infinito.

Non si può non ammirare il carattere fantastico (o Fantàsico, come viene detto nel libro) de La Storia Infinita. Ende utilizza pochissimi cliché fra le creature che inserisce (non erano cliché allora e non lo sono neanche adesso), proprio perché è il mondo di fantasia per eccellenza. Quando Bastiano sarà a Fantàsia, e la farà rinascere dopo la sconfitta del Nulla, ogni creazione sarà propria della sua mente; egli sarà l'unico capace di inventare nuove storie, e far fiorire di nuovo Fantàsia. Creerà un deserto, con un Leone che con la sua sola presenza permetterà alle dune di persistere nel tempo. Di notte il leone si pietrifica perché possa nascere un bosco fino all'alba del giorno dopo.
Crea creature infelici e orribili d'aspetto, ma che sono abilissime nel lavorare l'argento, e le tramuta poi in creature sempre ridenti e bellissime, ma che cedono al caos. Crea una miniera oscura, dove scavando è possibile rinvenire i sogni dimenticati degli uomini. Una pietra miliare di ciò che significa davvero fantasia.

Molte trame secondarie, per via della struttura del libro, sono state volontariamente lasciate in sospeso. Come direbbe Ende: Ma questa è un'altra storia e si dovrà raccontare un'altra volta.



Maurizio Vicedomini
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2 commenti:

  1. Fantastica rece :D
    Io amo questo libro! Da quello che ho colto nelle tue parole, hai avuto più o meno le mie stesse reazioni/emozioni :)
    Se pensi poi che l'ho letto vent'anni fa, è detto tutto. E' un libro evergreen, attraversa il tempo. Ogni generazione potrebbe leggerlo senza trovarlo banale, noioso o scontato.
    Quindi, a mio avviso, UN CAPOLAVORO ASSOLUTO!

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  2. Sono d'accordo :D É un libro che si presta a innumerevoli livelli di interpretazione, a seconda dell'età (e della cultura) di chi legge. Davvero non credevo fosse così superiore alle mie aspettative ^^

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