giovedì, settembre 29, 2011

Kull di Valusia, o il re triste

In questi giorni ho rispolverato l'opera omnia di Howard, autore di cui ho parlato qui, e ho cominciato una lettura approfondita dei suoi cicli, partendo dai più famosi. Credo andrò avanti per un po', finché non avrò qualche nuovo libro sotto mano. L'idea è di recensire un ciclo per volta, o al massimo in due volte come credo di fare per Solomon Kane. Quest'oggi parlo di un personaggio che mi è molto caro: Kull di Valusia. Predecessore letterario del barbaro più famoso, ha un ciclo di nove racconti più una poesia. Vediamo comunque un abbozzo di trama generale del personaggio:

"Kull nasce nell’Atlantide pre-cataclisma nel 20.000 a.C., quando Atlantide è comandata da tribù barbare. Ad est di Atlantide si trova l’antico continente di Thuria, diviso fra parecchi regni civilizzati, tra cui si trovano Commoria, Grondar, Kamelia, Thule e Verulia. Più potente di questi è Valusia. Ad est di Thuria erano ubicate le isole di Lemuria, che erano le vette del continente sommerso di Mu.

Kull abbandona la sua terra ed entra nelle nelle file valusiane come soldato, comandante, guardia rossa e infine guida la rivolta contro Re Borna, ponendosi sul trono di Valusia. In qualità di re ha molti nemici e pochi amici, forse uno solo, Brule della Lancia."

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È difficile parlare di un autore di questo calibro, perché bisogna tener conto dell'inserimento storico delle sue opere. Qui siamo intorno alla fine degli anni venti del novecento, sulla famosa rivista Weird Tales. Lo stile delle opere oggi verrebbe descritto come "raccontato" dalla scuola di Chicago. Siamo però in una situazione in cui il "raccontato" è esattamente ciò che serviva. Non c' è immedesimazione, perché il lettore non è Kull. Kull è un esempio, un modello, magari. È l'eroe di racconti antichi che ci vengono raccontati oralmente.

Il personaggio ha una forte caratterizzazione, sia nelle azioni più avventate e aggressive, come ne Le spade del regno purpureo, dove affronta come una tigre decine di soldati, sia nei suoi aspetti psicologici, con un'introspezione meravigliosa ne Gli specchi di Tuzun Thune. I personaggi secondari sono ben meno importanti anche dal punto di vista della caratterizzazione. Brule della Lancia, amico fedele del re atlantideo, è un uomo prudente, pronto a dar battaglia per difendere onore e persone, ma ignoto sotto altri aspetti. L'attenzione è sempre posta sul re. La produzione di Howard su Kull - per lo più pubblicata postuma - è esigua, quindi non sufficiente da permettere spin-off su personaggi secondari.

Un punto dolente è il continuo utilizzo del deus ex machina. Tutti ci aspettiamo che, in un modo o nell'altro, Kull vinca. Eppure troppo spesso accade che la vittoria è immeritata, e giunge con un fortuito arrivo della "cavalleria". In particolare tende a rovinare un racconto fra i migliori di Kull, come Le spade del regno purpureo.

Parlare in maniera dettagliata di ogni racconto richiederebbe troppo spazio. Mi limito, in chiusura, a una sorta di pagella, con scala di valori - soggettivi, naturalmente-  da 1 a 5.

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Esilio da Atlantide                   2
Il Regno Fantasma                  5
Il Gatto di Delcardes               3
Il Teschio del Silenzio              4
Quest'ascia è il mio Scettro      4
Un Colpo di Gong                   4
Le Spade del Regno Purpureo 4
Gli Specchi di Tuzun Thune      4
L'Altare e lo Scorpione            2
Il Re e la Quercia                     3

Il voto totale risulta essere - per media aritmetica - 3,5. Ma come voto d'insieme per l'atmosfera e il personaggio, non si può che salire a 4.



Maurizio Vicedomini

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