martedì, agosto 28, 2012

I Canti di Hyperion e il sentimento dell'universo (pt.2)

Concluso il viaggio dei pellegrini della prima metà del ciclo, Dan Simmons ci propone la degna chiusura del suo ciclo con gli ultimi due volumi: Endymion e Il rivseglio di Endymion.
In un primo momento si ha l'impressione di aver lasciato alle spalle quanto accaduto ai pellegrini, e di essere agli albori di una nuova storia. Siamo trecento anni dopo la "Caduta", ergo, idealmente, i protagonisti finora conosciuti sono morti.
Non è così. Chi per un motivo, chi per un altro, molti dei pellegrini e degli altri personaggi si trovano ancora fra queste pagine, fornendo un contorno e una chiarificazione all'intero flusso degli eventi.


I protagonisti di questi due volumi sono Raul Endymion, autoctono di Hyperion, cresciuto a pane e Canti di Martin Sileno, e la giovane Aenea, figlia di Brawne Lamia e del Cìbrido John Keats. Come loro co-protagonista, per gran parte del tempo, ci sarà l'androide A. Bettik, già incontrato nei precedenti libri.
Il tema del tempo, coadiuvato dallo spazio, è una costante di questo ciclo. Non ci si stupisca, allora, che Aenea sia una bambina di dodici anni dopo trecento anni dalla sua nascita. Non ci si stupisca di rivedere lo Shrike, i crucimorfi, e tanti dei personaggi del passato.

I viaggi temporali non sono lì con l'unico scopo di complicare la vita al lettore. Di viaggi nel tempo ce ne sono pochissimi, e al contrario servono a chiarire diversi punti. In questo modo, la seconda parte del ciclo completa la prima metà. Ci sono punti interrogativi rimasti in sospeso alla fine della Caduta, alcuni dei quali anche passati in sordina. Ne Il Risveglio di Endymion, in particolare, verranno chiariti tutti.
Si viene a formare, allora, una storia organica, unitaria nel suo balzo temporale, poiché una parte spiega l'altra e viceversa.
E in questo senso, l'intero ciclo dei Canti di Hyperion consiste in una riflessione ponderata sulla sorte e sull'anima umana. Sull'evoluzione, sulla religione, sulla filosofia, sull'amore.
Spesso ho letto commenti poco entusiasti sugli ultimi due volumi, come se fossero stati scritti per allungare il brodo. In realtà ho trovato moltissime vette in questi tomi, come li ho trovati nei primi due. Affrontano tematiche molto diverse, raggiungendo - nel suo insieme - una visione quasi unitaria delle sfaccettature umane.
Inoltre Dan Simmons è dotato di una capacità narrativa capace di far presagire un finale fino all'ultimo, e di cambiarlo quando ormai si era certi di ciò che si stava per leggere, mischiando l'amaro al dolce in una mistura strabiliante anche per i nostri tempi.

Se c'è un difetto in Endymion e ne Il Risveglio di Endymion, è la presenza di lunghe parti lente. I numerosi viaggi fatti da Raul e Aenea, pianeta per pianeta lungo la rete di Teleporter, sono sì caratterizzanti, ma in alcuni casi superflui in descrizioni e digressioni. In particolare l'ultimo volume contiene parti che potevano essere tagliate, migliorando la sorte finale del libro.

In definitiva un capolavoro a tutto tondo. Un ciclo che corrisponde alle più alte vette della letteratura, e che merita più considerazione di quanta oggi - purtroppo - è riservata alla narrativa di genere.
Da leggere assolutamente.

Maurizio
Share this Post Share to Facebook Share to Twitter Email This Pin This

0 commenti:

Posta un commento

Contatti

Web:

www.mauriziovicedomini.com

rivistagradozero.wordpress.com

shadowfell.mauriziovicedomini.com

E-mail:

mauriziovicedomini@gmail.com

shadowfell.editing@gmail.com