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venerdì, settembre 21, 2012

Intervista sul blog di Massimo J. D'auria

Intervista sul blog di Massimo J. D'auria

Oggi di nuovo intervistato, questa volta sullo spazio riservato ai giovani autori sul blog di Massimo Junior D'Auria, il tipo poco raccomandabile qui di fianco.
Qualche domanda in croce e qualche risposta che potete leggere qui: Intervista.

A presto con nuovi aggiornamenti!
Maurizio

sabato, settembre 08, 2012

Sulla letteratura fantastica italiana

Sulla letteratura fantastica italiana

Mi chiedevo cosa significa la letteratura italiana per gli italiani. In particolare mi riferisco alla letteratura contemporanea, quella fatta da viventi, quella che ancora un posto sui manuali da liceo non ce l'ha. Prendiamo d'esempio un ambito che mi è più familiare - il fantastico. All'estero siamo bistrattati.
I paesi di anglofoni - che per forza di cose detengono gran parte del mercato - tendono a leggere solo romanzi scritti in lingua inglese, e solo di rado delle opere straniere trovano traduzione e buona accoglienza presso i loro lidi.
Arroganza? Certo, un po' di sicuro, ma anche intelligenza. Ogni lingua ha i suoi modi di dire, le sue assonanze, i suoi giochetti linguistici, le sue allusioni. La maggior parte di queste cose sono intraducibili (se non mi credete, chiedete a un traduttore quante volte ha bestemmiato su una cosa del genere...). Inoltre rendere in un'altra lingua lo stile originale dell'autore non è cosa semplice e sono in pochi i traduttori che ci riescono.

I Paesi di cui sopra leggono i romanzi in lingua originale, prediligono la propria produzione alle altre, per ottenere un'esperienza di lettura migliore.
Cosa fanno gli italiani, invece? Comprano solo traduzioni. Il mercato italiano degli italiani è così ridotto che è praticamente inesistente. Stiamo parlando di una percentuale inferiore al 40% (nella statistica di inizio anno).
Ma, permettetemi, questo non sigifica che non ci siano autori di valore. Significa che l'editoria è inefficiente e il lettore incosciente.

Quante volte abbiamo visto persone storcere il naso davanti a un autore italiano e acquistare il libro a fianco, perché scritto da uno straniero? Perché noi dobbiamo leggere libri tradotti e bistrattare in questo modo la nostra letteratura?

Mi rendo conto che detto da uno scrittore che ha appena pubblicato il suo nuovo libro sembra una sorta di "compratevi il mio romanzo", ma non è così. Davvero. Lo volete comprare? Mi fa piacere, spero la lettura sia di vostro gradimento e che sceglierete di leggere altri miei libri. Non lo volete comprare? Mi spiace, ma resto con la speranza che abbiate preferito a me un altro italiano.

Perché, diavolo, ci sono molti autori validi in Italia, ma la "grande" editoria non li considera. E infatti forse non li conoscerete nemmeno. Perché in libreria trovate i romanzi cloni di Twilight (assortimento vario: vampiri, lupi, angeli, demoni, dèi dell'olimpo), trovate pochi italiani, di cui alcuni non sanno nemmeno mettere la penna sulla carta. E senza problemi mi rifaccio a persone come Strazzulla, di qualche anno fa, ma non è la sola.
Il problema è che il lettore va in libreria e trova fantasy italiano scadente (non voglio generalizzare. Tarenzi, ad esempio, è un autore di tutto rispetto. Ma in quanti di questa levatura sono sugli scaffali?) e pensa che quello sia ciò che l'Italia ha da offrire.

Perciò, lettori, scrittori, blogger. Fate girare la mentalità, l'idea che gli italiani siano capaci di scrivere ottimi libri. Voi stessi, comprate italiani fra un G.R.R. Martin e un Tolkien. Forse non saremo all'altezza di mostri sacri del genere, ma se non ci viene data la possibilità di crescere, non lo saremo mai.
E si fotta anche il buonismo. Se un libro di un italiano non vi è piaciuto, ditelo. Non sto dicendo che il fantasy italiano è tutto bello. Ma se trovate un bel libro, beh, non lasciate che passi inosservato.
Perché siamo gli unici a non averlo capito ancora. È il popolo che deve sostenere la letteratura nazionale. Ormai, in questi tempi di crisi sociale e politica, la letteratura è l'ultima identità nazionale che ci resta.

E se non sono gli italiani a supportare la letteratura italiana... nessuno lo farà al posto nostro.

Maurizio Vicedomini

lunedì, settembre 03, 2012

Il Patto della Viverna

Il Patto della Viverna

Nel freddo nord della taiga, un'armata scheletrica rade al suolo un villaggio dopo l'altro, avanzando verso il sud più profondo.Sopravvissuti alla distruzione, Tiros, Khalin e Alannah inizieranno la loro caccia contro un nemico che governa la negromanzia, forte dei poteri di un antico legame.
Ma al patto si contrappone una promessa: la promessa di un cacciatore bramoso di vendetta, disposto a fronteggiare la morte stessa pur di portare il giusto riposo al suo popolo.

Chi sono

Maurizio Vicedomini


Maurizio Vicedomini (30 giugno 1990, Napoli) è uno scrittore e editor italiano, autore di romanzi e racconti.

Laureato in Filologia moderna presso l’università Federico II di Napoli, ha praticato diversi sport, fra cui il Taekwondo, nel quale ha conseguito la cintura nera. Suona la chitarra e l’armonica a bocca.
Ha partecipato a concorsi letterari e selezioni per antologie dal 2011, ottenendo diverse pubblicazioni e riconoscimenti, fra cui la vittoria ex-aequo al concorso “I mondi di Lit”. Nello stesso anno comincia a collaborare con Fantasy Planet come recensore e articolista.
Nel febbraio del 2012 esordisce con "Myrddin di Avalon" (Edizioni Diversa Sintonia), un racconto lungo di fantascienza ispirato ai miti arturiani. Nell’arco dello stesso anno, oltre a diversi racconti in antologie, pubblica a settembre "Il patto della viverna" (Ciesse Edizioni), e a dicembre "Il richiamo della luna oscura" (GDS). Comincia la collaborazione con TrueFantasy, per il quale gestisce per breve periodo la rubrica Fantacliché e scrive saltuari articoli.
Nel 2013 partecipa a diverse antologie, oltre a pubblicare due racconti in e-book: "Sentenza notturna" (GDS) e "Somnial" (Sogno Edizioni). Lo stesso anno vince la sezione fantasy del “Premio Chrysalide”, e il racconto è pubblicato in e-book da Mondadori. Partecipa inoltre alla fondazione della rivista Fralerighe, di cui poi diventa vicedirettore. A dicembre lascia la redazione di Fantasy Planet.
Nel 2014 consegue la laurea in Lettere moderne e pubblica "Memorie di mondi" (EDS). Nel settembre dello stesso anno lascia la posizione di vice-direttore della Rivista Fralerighe, pur restando come redattore, e fonda la rivista culturale online Grado Zero, con un gruppo di colleghi universitari. Nel dicembre lascia definitivamente la redazione di Fralerighe.
Nel febbraio del 2016 consegue la laurea in Filologia moderna con il massimo dei voti con una tesi sulla teoria del racconto. Nel marzo 2017 esce Ogni orizzonte della notte, una raccolta di racconti a cui ha lavorato per diversi anni.
Attualmente continua gli studi, appassionato in particolare di narrativa breve, per la quale sente un’affinità sempre maggiore.

4 Anni
di esperienza come editor
100.000 Battute
scritte in media ogni mese
19 Testi
pubblicati in cartaceo o ebook

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