sabato, settembre 08, 2012

Sulla letteratura fantastica italiana

Mi chiedevo cosa significa la letteratura italiana per gli italiani. In particolare mi riferisco alla letteratura contemporanea, quella fatta da viventi, quella che ancora un posto sui manuali da liceo non ce l'ha. Prendiamo d'esempio un ambito che mi è più familiare - il fantastico. All'estero siamo bistrattati.
I paesi di anglofoni - che per forza di cose detengono gran parte del mercato - tendono a leggere solo romanzi scritti in lingua inglese, e solo di rado delle opere straniere trovano traduzione e buona accoglienza presso i loro lidi.
Arroganza? Certo, un po' di sicuro, ma anche intelligenza. Ogni lingua ha i suoi modi di dire, le sue assonanze, i suoi giochetti linguistici, le sue allusioni. La maggior parte di queste cose sono intraducibili (se non mi credete, chiedete a un traduttore quante volte ha bestemmiato su una cosa del genere...). Inoltre rendere in un'altra lingua lo stile originale dell'autore non è cosa semplice e sono in pochi i traduttori che ci riescono.

I Paesi di cui sopra leggono i romanzi in lingua originale, prediligono la propria produzione alle altre, per ottenere un'esperienza di lettura migliore.
Cosa fanno gli italiani, invece? Comprano solo traduzioni. Il mercato italiano degli italiani è così ridotto che è praticamente inesistente. Stiamo parlando di una percentuale inferiore al 40% (nella statistica di inizio anno).
Ma, permettetemi, questo non sigifica che non ci siano autori di valore. Significa che l'editoria è inefficiente e il lettore incosciente.

Quante volte abbiamo visto persone storcere il naso davanti a un autore italiano e acquistare il libro a fianco, perché scritto da uno straniero? Perché noi dobbiamo leggere libri tradotti e bistrattare in questo modo la nostra letteratura?

Mi rendo conto che detto da uno scrittore che ha appena pubblicato il suo nuovo libro sembra una sorta di "compratevi il mio romanzo", ma non è così. Davvero. Lo volete comprare? Mi fa piacere, spero la lettura sia di vostro gradimento e che sceglierete di leggere altri miei libri. Non lo volete comprare? Mi spiace, ma resto con la speranza che abbiate preferito a me un altro italiano.

Perché, diavolo, ci sono molti autori validi in Italia, ma la "grande" editoria non li considera. E infatti forse non li conoscerete nemmeno. Perché in libreria trovate i romanzi cloni di Twilight (assortimento vario: vampiri, lupi, angeli, demoni, dèi dell'olimpo), trovate pochi italiani, di cui alcuni non sanno nemmeno mettere la penna sulla carta. E senza problemi mi rifaccio a persone come Strazzulla, di qualche anno fa, ma non è la sola.
Il problema è che il lettore va in libreria e trova fantasy italiano scadente (non voglio generalizzare. Tarenzi, ad esempio, è un autore di tutto rispetto. Ma in quanti di questa levatura sono sugli scaffali?) e pensa che quello sia ciò che l'Italia ha da offrire.

Perciò, lettori, scrittori, blogger. Fate girare la mentalità, l'idea che gli italiani siano capaci di scrivere ottimi libri. Voi stessi, comprate italiani fra un G.R.R. Martin e un Tolkien. Forse non saremo all'altezza di mostri sacri del genere, ma se non ci viene data la possibilità di crescere, non lo saremo mai.
E si fotta anche il buonismo. Se un libro di un italiano non vi è piaciuto, ditelo. Non sto dicendo che il fantasy italiano è tutto bello. Ma se trovate un bel libro, beh, non lasciate che passi inosservato.
Perché siamo gli unici a non averlo capito ancora. È il popolo che deve sostenere la letteratura nazionale. Ormai, in questi tempi di crisi sociale e politica, la letteratura è l'ultima identità nazionale che ci resta.

E se non sono gli italiani a supportare la letteratura italiana... nessuno lo farà al posto nostro.

Maurizio Vicedomini
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6 commenti:

  1. Io leggo molto volentieri autori italiani.
    Però, al pari degli anglosassoni, mi devono convincere fin dalla trama.

    Un libro che non mi attira non lo leggerò certo solamente perché il nome dell'autore è italiano, sarei masochista.

    E ammetto anche con tranquillità di essere rimasto per qualche anno ben lontano dalla letteratura fantasy italiana, tranne qualche rara eccezione. Perché era il periodo del baby boom sull'onda del mediocre ma di successo Paolini. E la moda del momento di sparare in aria mini-scrittori senza nemmeno dell'editing mi faceva schifo.

    Quel brutto periodo è passato, e ora mi sto leggendo fantastico italiano. A fine anno magari farò una statistica per vedere la proporzione di titoli italiani letti negli ultimi anni... comunque leggo sia autori italiani "noti" (il Falco, Dimitri, De Mari...) sia "meno noti" (dove purtroppo devo annoverare Tarenzi, temo, Valenza e Kai Zen. Forse anche G.L.) sia più o meno esordienti (dove direi che rientri te, giusto? Oppure Dilhani Hleemba, Claudia Tonin, Fabrizio Colonna...)

    Ce ne sono tantissimi che sto perdendo, ma sono ragionevolmente sicuro che la maggior parte di quei titoli non facciano per me e che di sicuro non li leggerei nemmeno fossero in inglese.

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  2. È naturale :) non intendevo dire che bisogna leggere a tutti i costi gli italiani, ma già non bisfrattarli solo perché sono italiani sarebbe già un grande inizio.

    Seguendo il tuo blog so bene che sei uno dei pochi a non fare distinzione :) e hai fatto più che bene a non leggere italiano in quel periodo. Fra la strazzulla citata, elisa rosso e simili... Non è stata una buona annata :)

    Lo scopo resta uno: almeno l'uguaglianza e la presa in considerazione :) se poi il singolo libro non interessa, benissimo, è legittimo :) il problema nasce quando il libro non interessa perché l'autore è italiano ;)

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  3. Concordo :)

    Certo, aiuterebbe se gli editori, visto che il lettore medio tende al pregiudizio, cercassero di non pubblicare a occhi chiusi quello che tra copertina, titolo e target può sfruttare un minimo di successo proveniente da un filone estero (il baby boom con Paolini, poi le scopiazzature di Twilight e l'ondata di YA paranormal romance), e puntassero invece all'innovazione, a mettere in luce nuovi autori con idee originali.

    Per esempio, una pubblicazione in una raccolta di racconti del tuo Myrrdin ci sarebbe stata benissimo. Tanto per fare un esempio.
    (A giorni comincerò invece la nuova opera, poi vedremo in che categoria ti farò rientrare :D )

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  4. Purtroppo l'editoria italiana - vista dal punto di vista degli editori importanti - non ha una propria identità. Apre le braccia e pubblica tutti i filoni esteri, scegliendo poi fra gli italiani quei libri che si rifanno a tale moda.
    Davanti a questo scempio capisco perché i lettori fuggono dagli italiani: mancanza di idee, mancanza di originalità, in un libro che è il clone di uno famoso già letto. A che serve comprarlo?

    Se gli editori puntassero più alla qualità e meno ai soldi... avremmo risolto gran parte dei nostri problemi xD

    Guarda, le raccolte di racconti - oggi come oggi - sono al 90% libri usciti da concorsi che hanno l'unico scopo di far acquistare agli autori stessi copie dell'antologia xD
    Un racconto lungo come Myrddin esula da questa ottica, perché così potrebbero "unire" solo pochi racconti :P
    Comunque concordo ^^ Si dovrebbe puntare all'innovazione, alla creazione di filoni tutti nostri - sebbene le mode non mi piacciano - non di importare quelle straniere.

    (Ps. Così mi fai venire ansia da prestazione XD Speriamo bene, va' :P)

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  5. condivido molte delle tue opinioni. personalmente non faccio "discriminazioni" ;) sull'autore: che sia italiano o straniero, l'importante è che scriva bene, anzi spesso non ho acquistato autori stranieri perchè erano stati tradotti malamente. nei blog mi è però a volte capitato di leggere che una persona non acquistasse un libro con tema fantastico perchè l'autore era italiano. gli italiani in questo campo in effetti devono faticare molto di più per farsi conoscere di un qualsiasi autore straniero (magari anche non troppo bravo), e lo so, perchè scrivo urban fantasy.
    tuttavia ho avuto la grossa e piacevolissima sorpresa di poter leggere commenti sul mio libro da parte di lettori che lo consigliavano.
    penso che la nostra strada sia difficile, ma i buoni lettori non si fanno fermare dalla nazionalità del nome, quindi, abbi fiducia in loro! :)

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  6. Ciao Laurana, scusami per il ritardo nella risposta, ma non mi era stato notificato il tuo commento ^^

    Concordo con ciò che dici: la mia prima pubblicazione - Myrddin di Avalon - ha avuto solo recensioni positive, e alcune addirittura ricche di entusiasmo. Sono convinto che ci siano molte persone che leggono senza pregiudizi il fantasy italiano - o il fantastico in generale. Il Problema nasce nel momento in cui la maggior parte dei lettori si affida a ciò che arriva in libreria. Finché le CE non apriranno in modo sistematico agli italiani nelle pubblicazioni, saremo sempre una nicchia... nel nostro paese. Ed è abbastanza triste :(

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