martedì, gennaio 01, 2013

Propositi per l'anno nuovo

Prima di cominciare, vorrei premettere due cose. La prima è che No, non sono qui a mezzanotte del 31 dicembre a scrivere sul blog. Per quanto la mia vita sociale non sia festini e discoteche (e meno male!), in questo momento sono altrove. L'articolo è stato scritto ieri e programmato.

La seconda cosa che mi sento di premettere è che non ho mai creduto al cambio di anno. Che differenza c'è, realmente, fra il 31 dicembre e il 1 gennaio? Nessuna. Non sono cambiato io, non è cambiato il mondo. È solo l'inizio di un ciclo convenzionale creato da qualcuno molti secoli fa.

Però sono cresciuto dall'ultima volta che ho fatto una riflessione sull'argomento. A quei tempi ero tutto ragione e scienza, tutto realtà e bando alla metafisica. Adesso no, e mi rendo conto che della realtà, fine a se stessa, non può fregarne proprio niente a nessuno.
Ciò che conta è il significato che qualcosa ha per il singolo, per l'individuo.

Ho deciso di attribuire un preciso significato al calendario, al ciclo dei nostri anni.
Nel 2010 ho conosciuto la ragazza con cui sto condividendo la mia vita.
Nel 2011 - e fine dell'anno precedente - ho cominciato ad affrontare l'università con rinnovato vigore e spirito.
Nel 2012 è cominciata la mia carriera di scrittore, con tre titoli pubblicati di cui sono e sarò sempre fiero.

Se voglio dare un senso al nuovo anno, desidero sia un senso di continuità. Nella vita, negli studi, nel mio sogno.
Ho iniziato le pubblicazioni con timore. Prima Myrddin, poi il Patto e infine il Richiamo. Per ognuno temevo di aver commesso errori, di essere stato affrettato, di non essere pronto.
Eppure i lettori mi hanno smentito. Non con grandi vendite - né me ne aspettavo - ma con recensioni e pareri sinceri. Certo, errori ne avrò fatti, e anche tanti. Ma saprò imparare da questi.
Non sentivo il bisogno di dimostrare agli altri cosa sapessi fare. Dovevo dimostrarlo a me stesso. E, almeno in parte, l'ho fatto, perché quanti mi hanno letto sono rimasti colpiti da qualcosa. Chi dallo stile, chi dal messaggio, chi dalla trama. Ognuno fra pregi e difetti, è rimasto un istante immobile, colto da un mio testo.

E se c'è un proposito per l'anno nuovo, è quello di essere degno di fiducia per i prossimi libri. Che siano sempre migliori, sempre più belli. Propositi di crescere nello studio, di raggiungere maggiore consapevolezza della lingua e della letteratura. Proposito di continuare il mio cammino di vita con la persona che ho scelto e da cui sono stato scelto.


Questi sono i miei propositi. Forse sono pochi, forse sono sciocchi. Ma per me sono gli unici che hanno importanza.


Tanti auguri a tutti.
Maurizio
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